Muffin
dose per 15
180 gr uova (3 uova)
120 gr olio vegetale
120 gr acqua
150 gr zucchero
10 gr baking
250 gr farina 00 W180 (senza glutine farina per dolci senza glutine)
5o gr amido
80 gr gocce di cioccolata
Esecuzione
in una bastardella anche con la frusta manuale mescolare energicamente per qualche minuto le uova, olio e acqua.
Aggiungere lo zucchero e mescolare energicamente.
Unire tutte le polveri, setacciare ed incorporare all’impasto.
Aggiungere una buona parte di gocce di cioccolato nell’impasto, versare negli stampi e complatare con altre gocce di cioccolato in superfice.
Infornare a 170°C per 25min.
Didascalia
Si svilupparono negli Stati Uniti nel XIX secolo, quando l’introduzione del baking powder trasformò gli impasti in “quick breads”, dando vita al muffin moderno, Samuel Bath Thomas è la figura storica più vicina a un “inventore”, ma solo per gli English muffins, non per i muffin dolci americani. Quando oggi pensiamo ai muffin, immaginiamo subito quei piccoli dolci soffici, colorati, profumati, che riempiono le vetrine delle pasticcerie e le colazioni di mezzo mondo. I muffin nascono in Inghilterra nel Settecento, ma non erano affatto simili ai dolcetti che conosciamo oggi. Erano dischi di pasta lievitata, cotti su una piastra rovente, più vicini a un pane che a un dolce. Venivano preparati nelle cucine delle grandi case aristocratiche, spesso dai servi, che li realizzavano utilizzando gli avanzi di pane e farina. Da cibo povero, però, divennero presto un simbolo della vita quotidiana londinese: tanto che comparvero persino i muffin men, venditori ambulanti che giravano per le strade suonando una campanella per richiamare i passanti. La vera trasformazione avviene però nell’Ottocento, negli Stati Uniti. Qui i muffin cambiano volto: l’introduzione del lievito chimico, il baking powder, rivoluziona l’impasto, rendendolo più morbido, più veloce da preparare, più adatto alle colazioni familiari. Nascono così i quick muffins, i muffin veloci, che diventano presto un simbolo della cucina americana. Ogni regione crea la sua variante: ai mirtilli nel Maine, al mais nel Sud, al cioccolato nelle grandi città. Col tempo, i muffin attraversano l’oceano e conquistano il mondo. Nel Novecento diventano un dolce internazionale, capace di adattarsi a ogni cultura: al tè matcha in Giappone, con frutta secca in Europa, salati con formaggio e verdure nelle cucine moderne. La loro forza sta proprio in questo: sono semplici, versatili, capaci di trasformarsi senza perdere la loro identità. Oggi i muffin non sono solo un dolce. Sono un esempio perfetto di come la cucina sappia viaggiare, cambiare, reinventarsi. Sono la prova che anche le ricette più umili possono attraversare i secoli e diventare un simbolo globale. E ogni volta che ne sforniamo uno, stiamo continuando una storia iniziata più di trecento anni fa, in una piccola cucina inglese, con un impasto semplice e tanta creatività.




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