Burger all’olio con biga
dosi per 15
500 gr biga con farina 290W (500gr farina+210 acqua+5gr lievito di birra)
500 gr farina 0 W310
240 gr uova (4 uova)
150/160 gr latte
20 gr sale
80 gr zucchero
12 gr lievito di birra
150 gr olio vegetale
10 gr malto
Eseguzione:
versare in macchina la biga con la farina e malto e lasciare lavorare per 1 min.
Versare le uova, lo zucchero, l’olio e lasciare formare la maglia glutannica, se c’è bisogno aggiungere un pò di latte (50/80gr).
Sciogliere il lievito nel latte.
Incorporare il sale e dopo qualche minuto completare con il latte e lievito.
Lasciare spuntare l’impasto per 2ore, mettere in frigo per altre 3ore a 4°C.
A temperatura ambiante lasciare stemperare l’impasto almeno altre 2ore, quando ha raggiunto una bella lievitazione, foggiare l’impasto a pezzi di 125gr.
Lasciare lievitare i panini per almeno altre 3/4ore.
Prima di infornare spennellate con latte e zucchero, infornate a 200°C per 5min. e 165°C per 20min.
Didascalia
La sua origine ci porta in Germania, precisamente ad Amburgo, dove nel XIX secolo era diffusa la tradizione di servire carne macinata speziata, cotta e accompagnata da pane. Quando i migranti tedeschi partirono per gli Stati Uniti, portarono con sé questa ricetta semplice ma gustosa. Negli Stati Uniti, la polpetta di carne venne inserita tra due fette di pane morbido, dando vita al panino che oggi conosciamo. Da lì iniziò una vera rivoluzione gastronomica: nel 1921 nacque la prima catena di fast food, White Castle, e negli anni ’40 i fratelli McDonald trasformarono l’hamburger in un simbolo della cultura americana. Con il tempo, l’hamburger ha conquistato il mondo. Non è più soltanto un panino veloce: oggi lo troviamo in versioni gourmet, con ingredienti ricercati come tartufo o foie gras, oppure in varianti vegetariane e vegane, a base di legumi e verdure. Ogni paese lo ha reinterpretato secondo le proprie tradizioni, rendendolo un esempio perfetto di globalizzazione del cibo. Ma l’hamburger non è solo un piatto: è un simbolo culturale. Racconta la storia delle migrazioni, dell’industrializzazione e della diffusione del fast food. È un ponte tra tradizione e modernità, tra semplicità e innovazione.







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