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LA MIA CUCINA

Minestra maritata ‘a menesta ‘mmareta

Dosi per: 20

500 gr pollo (ali e polpa) in alcune preparazioni utilizzavano la gallina, (tagliati a pezzettoni)
500 gr polpa di maiale (tagliata a pezzettoni)
500 gr muscolo di bovino (tagliata a pezzettoni)
500 gr maiale (pezzi poveri orecchia, piede, pancia), (tagliata a pezzettoni)
400 gr noglia (salciccia piccante fatta con lo scarto del maiale) intera
500 gr bietole (lavata e tagliata a pezzi)
500 gr borragine (lavata e tagliata a pezzi)
500 gr cavolo verza (lavato e tagliato a filangè)
500 gr cavolo nero (lavato e tagliata a filangè)
500 gr broccoli in foglia (broccoli di natale o broccolo fiolaro), (lavati e tagliata a pezzi)
500 gr cicoria
500 gr scarole
300 gr mirepoix grassa (sedano, carote, cipolla e lardo)
10 gr peperoncino
200 gr olio extra vergine d’oliva
200 gr basta di pecorino a scaglie
200 gr scorza di pecorino pulita
10 gr pepe nero a piacere
200 ml vino bianco secco

Esecuzione:

Utilizzare una pentola o casseruola in alluminio capiente.
Soffriggere il mirepoix con olio, peperoncino e scorza di formaggio.
A fiamma alta incorporare tutta la carne e bagnare con vino bianco abbondante.
Quando il tutto evapora versare l’acqua a coprire la carne e lasciare cuocere per almeno un’oretta circa, in alcuni casi aggiungere dell’acqua.
Incorporare tutte le verze e lasciare cuocere per altri 35/40 minuti, aggiungere dell’acqua se è dispensabile.
Incorporare tutti i broccoli e lasciare cuocere per altri 30 minuti.
Incorporare la restante verdura che è rimasta, cuocere per altri 30 minuti.
Mescolare di tanto in tanto.
Servire questo piatto tiepido servito con crostoni di pane e pecorino a scaglie.

Vino:

Cantina Piero Mancini: Scalapetra, rosso Colli del Limbara IGT
La famiglia Mancini ha voluto dare a questo magnifico vino il nome di una delle prime vigne del podere per sottolinearne l’origine.

Note:

La minestra maritata (“‘a menesta ‘mmareta”) è un piatto tipico Campano, viene di solito consumato nel giorno di S. Stefano. “Maritata” significa “sposata”: questo appellativo discende dal perfetto connubio tra i diversi ingredienti che compongono questo piatto, tutti – per l’appunto – perfettamente “sposati” tra loro. Ad importare questa minestra in terra partenopea furono molto probabilmente gli spagnoli, che nel 1300 fecero assaggiare ai napoletani la “Olla Potrida” che avrebbe dato origine a Napoli alla minestra maritata e qualche secolo più tardi, in Lombardia, alla tipica cassoeula. Essendo un piatto unico ricco di verdure e carne, quindi molto sostanzioso, dovrebbe essere servito come pietanza unica. La sua preparazione non è difficile, forse solo un po’ lunga, dunque richiede attenzione e pazienza.

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